Il Grande Altro come funzione mancante
Nel lessico lacaniano, il Grande Altro designa il luogo del linguaggio, della Legge e della garanzia simbolica. Non è un soggetto né un’entità trascendente, ma la funzione che sostiene la coerenza dell’ordine simbolico. Lacan insiste sul fatto che il Grande Altro è strutturalmente inconsistente: “l’Altro non esiste” (Lacan, 1968‑69). Questa mancanza non è un difetto, ma la condizione stessa del desiderio e dell’apertura del soggetto al simbolico.
La Legge rivelata e la saturazione dell’Altro
Nella cultura islamica, la Legge non appare come costruzione storica, bensì come parola rivelata. Il Corano occupa il luogo di un Altro concepito come pieno, non diviso, garante del senso. In termini antropologici, si tratta di una configurazione simbolica che tende a saturare la mancanza dell’Altro. Come osserva Fethi Benslama, l’Islam “costruisce un dispositivo di protezione contro il vuoto dell’Altro” (Benslama, 2002), producendo effetti specifici sulla posizione soggettiva.
Obbedienza, trasgressione e posizione del soggetto
Là dove l’Altro è pensato come consistente, il soggetto non è autorizzato a interrogare la Legge, ma solo a situarsi rispetto ad essa. La dialettica non è tra interpretazione e invenzione, ma tra obbedienza e trasgressione. La mancanza dell’Altro, non simbolizzabile, tende così a riapparire come colpa, deviazione o angoscia.
La Legge come condizione del godimento
Lacan ha mostrato che la Legge non si oppone al godimento, ma lo struttura: “la Legge è il rovescio del godimento” (Lacan, 1969‑70). Nella cultura islamica, il godimento assume la forma di un godimento regolato, inscritto in un sistema di norme rituali e prescrizioni etiche. Non si tratta di una rinuncia generalizzata, ma di un’economia simbolica del godimento.
Il godimento è generalmente:
- autorizzato entro i confini della Legge;
- differenziato secondo il genere;
- separato tra spazio pubblico e privato;
- spinto verso forme clandestine quando eccede la norma.
Questa regolazione produce stabilità, ma anche ritorni sintomatici: rigidità morale, doppie vite, acting‑out, violenza.
Fondamentalismo come risposta alla mancanza rimossa
Seguendo Olivier Roy, il fondamentalismo non è un ritorno alla tradizione, ma una risposta moderna alla crisi del senso. In chiave lacaniana, esso appare come un tentativo di restaurare un Altro pieno attraverso un’adesione totale alla Legge. Ma la saturazione dell’Altro è impossibile: la mancanza rimossa ritorna nel reale sotto forma di sacrificio e violenza. Come scrive Benslama, il sacrificio diventa “il mezzo per colmare un vuoto che non può essere riconosciuto come tale” (Benslama, 2014).
Limiti a una politica della mancanza comune
In questo quadro, la possibilità di una soledad común – nel senso di Jorge Alemán – risulta limitata. Là dove la Legge occupa integralmente il luogo dell’Altro, la mancanza non può essere condivisa come condizione del legame, ma solo vissuta come deviazione. Il soggetto non può affermare che “anche l’Altro manca” senza mettere in questione il fondamento dell’ordine simbolico.
Le zone di frattura: diaspora, città, clinica, mistica
Nonostante ciò, esistono spazi in cui la mancanza diventa dicibile. Le esperienze diasporiche, le trasformazioni urbane, le pratiche cliniche ed educative introducono forme di negoziazione simbolica. Ma è soprattutto nella mistica sufi che emerge una logica affine alla mancanza lacaniana: Dio come Altro inattingibile, presente nella sua stessa assenza. Qui la relazione con l’Altro non passa dalla Legge, ma dall’esperienza del vuoto, della perdita, dell’impossibilità di possedere l’Altro.
Conclusione: simbolizzare la mancanza senza dissolvere il legame
La cultura islamica organizza il legame sociale a partire da un Grande Altro concepito come consistente e da una logica del godimento normata. Questa configurazione produce coesione, ma rende complessa l’elaborazione soggettiva della mancanza. Là dove il vuoto non può essere simbolizzato, esso ritorna nel reale. La sfida teorica e clinica consiste nel rendere dicibile questa mancanza senza dissolvere il legame, aprendo spazi in cui il soggetto possa articolare il proprio desiderio senza dover saturare l’Altro.
Bibliografia
- Lacan, J. (1968‑69). Il Seminario, Libro XVI. Da un Altro all’altro. Einaudi.
- Lacan, J. (1969‑70). Il Seminario, Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi. Einaudi.
- Benslama, F. (2002). La psychanalyse à l’épreuve de l’Islam. Aubier.
- Benslama, F. (2014). Un furieux désir de sacrifice. Seuil.
- Roy, O. (2004). L’Islam mondialisé. Seuil.
- Alemán, J. (2021). Soledad: Común.