venerdì 23 gennaio 2026

La “Solitudine Comune” di J. Alemán. Un confronto con Lacan, Nancy, Laclau e Butler


Il concetto di soledad común formulato da Jorge Alemán si colloca in un punto di intersezione teorica in cui psicoanalisi, ontologia del comune, teoria dell’egemonia e filosofia della vulnerabilità si incontrano e si trasformano reciprocamente. La sua originalità consiste nel mostrare che il legame politico non può fondarsi né sull’individuo autosufficiente né sulla comunità identitaria, perché entrambe queste figure rimuovono la mancanza strutturale che definisce il soggetto. Per comprendere la portata di questa proposta, occorre situarla nel confronto con Lacan, Nancy, Laclau e Butler.


1. Lacan: la mancanza come struttura del soggetto

Il punto di partenza è la teoria lacaniana del soggetto come mancanza. Lacan afferma che «il soggetto è ciò che un significante rappresenta per un altro significante» (Lacan 1973), indicando che il soggetto non possiede un’identità piena, ma è un effetto del linguaggio. La divisione soggettiva non è un accidente psicologico, ma la struttura stessa dell’essere parlante.

Alemán assume questo nucleo e lo traduce politicamente. In Soledad: común, scrive:  

> «La solitudine non è un’esperienza individuale, ma la condizione universale del soggetto parlante» (Alemán 2012, p. 27).

La torsione è decisiva: ciò che per Lacan è struttura del soggetto diventa per Alemán struttura del comune. La solitudine è comune perché la mancanza è universale. Il legame non nasce dalla pienezza, ma dalla condivisione di questa impossibilità.


2. Nancy: il comune senza sostanza

Jean‑Luc Nancy, in La comunità inoperosa, critica ogni idea di comunità fondata su un’essenza condivisa. La comunità non è un Uno, ma un “con”: un’esposizione reciproca di singolarità irriducibili. «La comunità non è un’opera da compiere, ma l’esposizione delle singolarità» (Nancy 1986).

Alemán converge con Nancy nel rifiuto della comunità sostanziale, ma introduce un elemento più radicale. Per Nancy, il comune è un dato ontologico: l’essere‑con è la struttura dell’esistenza. Per Alemán, invece, il comune non deriva dall’essere, ma dalla mancanza simbolica del soggetto. La solitudine comune è più negativa della comunità nancyana: non nasce dall’apertura dell’essere, ma dall’impossibilità del soggetto di essere Uno.


3. Laclau: egemonia e limite strutturale

Ernesto Laclau sostiene che il popolo è una costruzione egemonica, non una sostanza preesistente. Il “popolo‑uno” è un significante vuoto che articola domande eterogenee (Laclau & Mouffe 2011). L’identità politica è sempre contingente e mai piena.

Alemán accetta questa logica, ma introduce un limite che Laclau non tematizza pienamente: il vuoto egemonico non è solo discorsivo, è strutturale. In Horizontes neoliberales en la subjetividad, afferma:  

> «Nessuna articolazione politica può saturare la mancanza che costituisce il soggetto» (Alemán 2016, p. 63).

Per Laclau, la mancanza è ciò che permette la costruzione del popolo; per Alemán, è ciò che impedisce ogni saturazione del popolo. La solitudine comune diventa così un argine teorico contro ogni deriva verso il popolo‑uno: la politica è sempre parziale perché il soggetto è strutturalmente mancante.


4. Butler: vulnerabilità e mancanza simbolica

Judith Butler ha mostrato come la vulnerabilità dei corpi esposti sia una condizione condivisa che può diventare base di legami politici. «La precarietà è una condizione condivisa della vita corporea» (Butler 2009).  

Alemán dialoga con questa intuizione, ma la radicalizza: la vulnerabilità non è solo corporea o sociale, è simbolica. La solitudine comune precede ogni condizione materiale perché deriva dalla struttura del soggetto parlante.

Butler pensa il comune a partire dalla dipendenza reciproca; Alemán a partire dall’impossibilità di essere Uno. La vulnerabilità butleriana è situata; la mancanza alemanniana è strutturale.


Conclusione

La solitudine comune è il punto in cui queste quattro linee teoriche si incontrano e si trasformano. Da Lacan eredita la mancanza; da Nancy il rifiuto della comunità sostanziale; da Laclau la contingenza del legame politico; da Butler la vulnerabilità come condizione condivisa.  

Ma Alemán introduce un elemento nuovo: il comune non nasce dall’identità, né dall’essere‑con, né dalla performatività, né dall’articolazione egemonica. Nasce dalla mancanza.  

Una mancanza che non isola, ma lega. Una solitudine che, proprio perché condivisa, diventa politica.


Bibliografia

- Alemán, J. (2012). Soledad: común. Políticas en Lacan. Buenos Aires: Capital Intelectual.  

- Alemán, J. (2016). Horizontes neoliberales en la subjetividad. Buenos Aires: Grama.  

- Butler, J. (2009). Frames of War. London: Verso.  

- Laclau, E. & Mouffe, C. (2011). Egemonia e strategia socialista. Genova: Il Melangolo.  

- Lacan, J. (1973). Il Seminario. Libro XI. Torino: Einaudi.  

- Nancy, J.-L. (1986). La comunità inoperosa. Genova: Marietti.

Nessun commento:

Posta un commento

Grande Altro e logica del godimento nella cultura islamica

Il Grande Altro come funzione mancante Nel lessico lacaniano, il Grande Altro designa il luogo del linguaggio, della Legge e della garanzia ...