venerdì 27 giugno 2025

Quando il sapere inciampa. Una lettura psicoanalitica dei DSA


Il sinthomo e il sapere

Nel Seminario XXIII, Jacques Lacan introduce il concetto di sinthomo: non più un sintomo da decifrare per guarire, ma una soluzione singolare, un nodo che permette al soggetto di tenere insieme la propria esperienza tra corpo, linguaggio e godimento. È un modo per reggere l’impatto del linguaggio e dell’Altro, un punto di tenuta, non un difetto.

In quest’ottica, anche i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia – possono essere letti non soltanto come deficit cognitivi, ma come formazioni sinthomatiche. Cioè: modalità personali, a volte inconsce, con cui un bambino prende posizione rispetto al sapere, alla scuola, alla famiglia, alla Legge.

Come scrive Luisella Brusa in I disturbi dell’Apprendimento (Quodlibet, 2024), occorre spostare lo sguardo “dall’intervento riparativo al riconoscimento del soggetto”, superando una logica normalizzante e aprendo a una clinica del legame con il sapere.


Dislessia: inciampare per non cedere

Dietro la lentezza o l’errore nella lettura può nascondersi una forma di resistenza simbolica. Per alcuni bambini, leggere bene non è solo una competenza tecnica, ma può significare sottomettersi al sapere dell’Altro. Gli errori diventano così modi di difendersi, di prendere distanza da un comando vissuto come troppo intrusivo.


Disortografia: l’errore come segno soggettivo

Molti bambini conoscono le regole ortografiche, ma continuano a violarle con regolarità. L’errore si ripete come una firma, un gesto che afferma la propria differenza, specie in contesti familiari dove dominano il perfezionismo o il confronto con fratelli “migliori”. L’errore diventa allora un modo per dire: non sarò come vi aspettate.


Disgrafia: il corpo che resiste alla scrittura

Scrivere implica lasciare che il corpo sia attraversato dal linguaggio. Ma in alcuni bambini la scrittura si inceppa: la mano si irrigidisce, il tratto è spezzato, il gesto diventa faticoso. Questo può indicare una difficoltà di separazione, una resistenza a lasciar passare il significante attraverso il corpo senza produrre disagio o godimento eccessivo.


Discalculia: il numero come segno di separazione

Il numero, nella teoria lacaniana, è collegato alla Legge, alla funzione paterna, alla possibilità di separarsi. Alcuni bambini rifiutano il numero, la tabellina, il calcolo, senza apparenti motivi cognitivi. A volte ciò avviene in contesti dove il legame con la madre o l’ambiente familiare è ancora troppo fusivo: il numero diventa allora un simbolo della separazione non tollerata.


Conclusione: il DSA come espressione soggettiva

Guardare ai DSA come strutture sinthomatiche significa non ridurli a malfunzionamenti, ma coglierli come risposte creative. La psicoanalisi non si propone di correggere l’errore, ma di accompagnare il soggetto a costruire un rapporto sostenibile e singolare con il sapere.

Il disturbo diventa così un punto di partenza, non un punto da eliminare. È lì che si annida un desiderio da ascoltare.


Per approfondire

  • Lacan, J. (1975-76). Il Seminario. Libro XXIII. Il sinthomo. Einaudi
  • Brusa, L. (2024). I disturbi dell’Apprendimento. Prospettive psicoanalitiche e dispositivi pedagogici. Quodlibet
  • Maleval, J.-C. (2012). Il bambino autistico e la sua scrittura. Astrolabio
  • Recalcati, M. (2007). L’uomo senza inconscio. Raffaello Cortina
  • Cosenza, G. (a cura di). (2018). La clinica dei disturbi dell’apprendimento. FrancoAngeli


Dietro ogni “errore”, un soggetto in cerca di parola.





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