Nel Seminario XXIII, Jacques Lacan introduce il termine sinthomo: non un sintomo da “curare”, ma un modo unico, personale, con cui ciascuno tiene insieme il proprio rapporto con il corpo, il linguaggio e ciò che procura piacere o fastidio. È un equilibrio soggettivo, più che un problema da eliminare.
Con questo sguardo, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia – possono essere letti non solo come difficoltà cognitive, ma come modalità soggettive con cui un bambino si rapporta al sapere, alla scuola e al mondo degli adulti.
Oltre alla lettura psicoanalitica, sappiamo oggi che i DSA hanno una base neurobiologica e genetica: studi di neuroimaging e genetica mostrano differenze cerebrali e predisposizione ereditaria, che influenzano l’elaborazione di lettura, scrittura e calcolo. L’approccio psicoanalitico non contraddice questi dati, ma si concentra su come il soggetto vive e gestisce la propria difficoltà.
Dislessia: leggere come esperienza simbolica
La lentezza o gli errori nella lettura possono riflettere una forma di resistenza soggettiva, più che una semplice difficoltà tecnica. Leggere ad alta voce può essere percepito come un atto di sottomissione a un sapere vissuto come opprimente.
- In termini lacaniani, il bambino negozia il rapporto tra linguaggio e desiderio: gli errori diventano un modo di affermare la propria soggettività, senza rinunciare al piacere o alla propria identità.
Disortografia: l’errore come firma personale
Molti bambini conoscono le regole ortografiche, ma continuano a commettere errori. L’errore può diventare una strategia soggettiva, un modo per esprimere sé stessi e la propria differenza in contesti familiari o scolastici percepiti come esigenti.
- Questo non significa trascurare l’apprendimento, ma riconoscere che l’errore può essere un segnale del modo personale di costruire il sinthomo.
Disgrafia: il corpo che incontra il linguaggio
Scrivere implica lasciare che il corpo si lasci attraversare dal linguaggio. Blocchi, tratto incerto o interrotto possono indicare una resistenza corporea simbolica.
- Dal punto di vista lacaniano, il corpo segnala il proprio rapporto unico con il linguaggio e con il desiderio: strumenti compensativi come tablet o penne digitali possono diventare parti del sinthomo, aiutando il bambino a mantenere equilibrio e motivazione.
Discalculia: il numero e la Legge
Il numero spesso rappresenta la regola, la separazione, la misura. Alcuni bambini rifiutano il calcolo o le tabelline non per una difficoltà cognitiva pura, ma perché il numero diventa un segnale di distacco o separazione.
- Questo può accadere in contesti dove il legame emotivo è molto intenso o percepito come vincolante. L’uso di strategie ludiche o strumenti compensativi permette al bambino di gestire la distanza simbolica e il proprio rapporto con la Legge.
Conclusione: ascoltare e accompagnare
Una lettura lacaniana dei DSA invita a non ridurre il disturbo a un difetto da correggere, ma a riconoscere il bambino come soggetto. Interventi efficaci combinano supporto educativo, strumenti compensativi e ascolto psicoanalitico, aiutando il bambino a trovare un modo sostenibile e personale di rapportarsi al sapere.
Il disturbo diventa così un punto di partenza, un’occasione per comprendere come il soggetto costruisce il proprio legame con linguaggio, corpo e desiderio. Ogni difficoltà o errore può essere la traccia di un bambino che cerca la propria voce.
Per chi vuole approfondire:
- J. Lacan, Seminario XXIII. Il sinthomo, Einaudi
- L. Brusa, I disturbi dell’Apprendimento, Quodlibet, 2024
✨ Ogni “errore” può essere letto come la traccia di un modo unico di stare al mondo.
Nessun commento:
Posta un commento