giovedì 17 luglio 2025

DSA e psicoanalisi: quando l’errore parla

Nel Seminario XXIII, Jacques Lacan introduce il termine sinthomo: non un sintomo da “curare”, ma un modo unico, personale, con cui ciascuno tiene insieme il proprio rapporto con il corpo, il linguaggio e ciò che procura piacere o fastidio. È un equilibrio soggettivo, più che un problema da eliminare.

Con questo sguardo, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia – possono essere letti non solo come difficoltà cognitive, ma come modalità soggettive con cui un bambino si rapporta al sapere, alla scuola e al mondo degli adulti.

Oltre alla lettura psicoanalitica, sappiamo oggi che i DSA hanno una base neurobiologica e genetica: studi di neuroimaging e genetica mostrano differenze cerebrali e predisposizione ereditaria, che influenzano l’elaborazione di lettura, scrittura e calcolo. L’approccio psicoanalitico non contraddice questi dati, ma si concentra su come il soggetto vive e gestisce la propria difficoltà.


Dislessia: leggere come esperienza simbolica

La lentezza o gli errori nella lettura possono riflettere una forma di resistenza soggettiva, più che una semplice difficoltà tecnica. Leggere ad alta voce può essere percepito come un atto di sottomissione a un sapere vissuto come opprimente.

  • In termini lacaniani, il bambino negozia il rapporto tra linguaggio e desiderio: gli errori diventano un modo di affermare la propria soggettività, senza rinunciare al piacere o alla propria identità.


Disortografia: l’errore come firma personale

Molti bambini conoscono le regole ortografiche, ma continuano a commettere errori. L’errore può diventare una strategia soggettiva, un modo per esprimere sé stessi e la propria differenza in contesti familiari o scolastici percepiti come esigenti.

  • Questo non significa trascurare l’apprendimento, ma riconoscere che l’errore può essere un segnale del modo personale di costruire il sinthomo.


Disgrafia: il corpo che incontra il linguaggio

Scrivere implica lasciare che il corpo si lasci attraversare dal linguaggio. Blocchi, tratto incerto o interrotto possono indicare una resistenza corporea simbolica.

  • Dal punto di vista lacaniano, il corpo segnala il proprio rapporto unico con il linguaggio e con il desiderio: strumenti compensativi come tablet o penne digitali possono diventare parti del sinthomo, aiutando il bambino a mantenere equilibrio e motivazione.


Discalculia: il numero e la Legge

Il numero spesso rappresenta la regola, la separazione, la misura. Alcuni bambini rifiutano il calcolo o le tabelline non per una difficoltà cognitiva pura, ma perché il numero diventa un segnale di distacco o separazione.

  • Questo può accadere in contesti dove il legame emotivo è molto intenso o percepito come vincolante. L’uso di strategie ludiche o strumenti compensativi permette al bambino di gestire la distanza simbolica e il proprio rapporto con la Legge.


Conclusione: ascoltare e accompagnare

Una lettura lacaniana dei DSA invita a non ridurre il disturbo a un difetto da correggere, ma a riconoscere il bambino come soggetto. Interventi efficaci combinano supporto educativo, strumenti compensativi e ascolto psicoanalitico, aiutando il bambino a trovare un modo sostenibile e personale di rapportarsi al sapere.

Il disturbo diventa così un punto di partenza, un’occasione per comprendere come il soggetto costruisce il proprio legame con linguaggio, corpo e desiderio. Ogni difficoltà o errore può essere la traccia di un bambino che cerca la propria voce.


Per chi vuole approfondire:

  • J. Lacan, Seminario XXIII. Il sinthomo, Einaudi
  • L. Brusa, I disturbi dell’Apprendimento, Quodlibet, 2024

✨ Ogni “errore” può essere letto come la traccia di un modo unico di stare al mondo.


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