mercoledì 14 gennaio 2026

Attraversare la macchina. Ripetizione, incontro e desiderio nell'epoca dell'AI



La macchina che ripete
L’intelligenza artificiale è oggi la più potente macchina della ripetizione mai costruita. Predice ciò che stiamo per scrivere, completa le nostre frasi, suggerisce la musica “giusta” per il nostro umore, ottimizza percorsi, consumi, scelte. Apriamo una piattaforma di streaming e troviamo una playlist che sembra conoscerci meglio di quanto ci conosciamo noi stessi; scriviamo una mail e il sistema propone la chiusura prima che abbiamo deciso cosa vogliamo dire. È una tecnica che tende a eliminare l’inciampo, a ridurre l’imprevisto, a saturare il possibile.

Qui una distinzione antica torna sorprendentemente attuale. Nella Fisica, Aristotele separa ciò che accade per necessità, ciò che accade per intenzione e ciò che accade per caso. Due termini — automaton e týche — diventano strumenti preziosi per leggere il nostro rapporto con la tecnica. Lacan, nel Seminario XI, riprende questa coppia: automaton è la ripetizione del significante; týche è l’incontro con il reale, ciò che interrompe la catena.

Automaton: la continuità che rassicura
Per Aristotele, automaton indica il caso impersonale, l’effetto collaterale di una catena causale. Lacan ne fa il nome del funzionamento automatico del simbolico. Oggi, automaton è ovunque: nel feed che conferma le nostre opinioni; nel navigatore che suggerisce sempre la strada più veloce, mai quella più interessante; negli algoritmi che selezionano partner “compatibili” riducendo il desiderio a statistica; nel correttore automatico che elimina il lapsus prima che possa dire qualcosa del soggetto.

Un esempio clinico: un paziente racconta di usare un’app che “gli ricorda quando respirare”. Dopo qualche settimana dice di sentirsi “sbagliato” quando respira senza l’app. L’automatismo diventa norma, e la norma diventa dipendenza. Jacques-Alain Miller ha descritto il discorso del capitalista come un sapere senza limite e senza mancanza. L’IA ne è la forma operativa: un Altro che non garantisce, ma calcola; un Altro che parla senza desiderare.

Týche: l’inciampo che apre
Per Aristotele, týche riguarda l’umano: l’incontro inatteso, l’evento che devia un’azione verso un esito non previsto. Lacan ne fa il nome dell’incontro con il reale. La týche è l’inciampo, il lapsus, l’evento.

Esempi concreti: un errore di battitura che apre una conversazione imprevista; un incontro casuale in treno che modifica una decisione importante; un imprevisto sul lavoro che costringe a inventare una soluzione nuova; un paziente che arriva in seduta “per sbaglio” e dice qualcosa che non avrebbe detto nel tempo previsto. Clinicamente, è il punto in cui il soggetto incontra ciò che non può essere ridotto a un profilo. Politicamente, è ciò che sfugge alla governance predittiva.

Una tecnica che riduce l’incontro
La novità del nostro tempo non è che l’IA ripeta, ma che tenda a eliminare l’incontro. Le app di dating filtrano l’imprevisto e trasformano il desiderio in compatibilità algoritmica; i sistemi di raccomandazione impediscono di inciampare in un libro inatteso; i software HR scartano un candidato perché “non corrisponde al profilo”, senza che nessuno lo incontri davvero.

Stiegler parla di protesizzazione dell’immaginazione; Han di una società che elimina l’opacità e con essa il negativo; Hui mostra come la tecnica moderna massimizzi la ricorsività riducendo la contingenza. L’IA non produce incontro — ma rischia di impedirci di incontrarlo.

Difendere l’inciampo
Difendere l’imprevisto non significa difendere il caos, ma la possibilità dell’incontro. Significa difendere il diritto all’inciampo, al non-sapere, a non essere completamente leggibili, a desiderare senza template, a non coincidere con il proprio profilo. È una battaglia politica, non nostalgica. Perché una società senza imprevisto è una società senza futuro.

Bibliografia essenziale
– Aristotele, Fisica, Libro II
– J. Lacan, Il Seminario, Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi
– B. Stiegler, La società automatica
– B.-C. Han, La società della trasparenza
– Y. Hui, Recursivity and Contingency
– P. Kantzas, Le logiche del godimento (seminari AMP/ECF)


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