Introduzione storica: una storia dei modi di trattare il godimento
La storia dell’Occidente può essere letta come una storia dei dispositivi simbolici che tentano di legare la pulsione. Non è una storia delle idee, ma dei modi in cui la società tenta di ordinare, deviare o esporre il godimento. Freud osserva che la pulsione è sempre presente e, nella sua forma più radicale, coincide con la pulsione di morte: “tendenza alla ripetizione oltre il principio di piacere” (Al di là del principio di piacere, 1920). Il problema storico non è dunque la quantità di godimento, ma la forma del suo legame con il discorso e il legame sociale.
Cristianesimo: il godimento legato alla mancanza
Il cristianesimo introduce una torsione decisiva: la Legge diventa interiorizzata. Lacan nel Seminario VII mostra che l’etica cristiana non mira al bene, ma al desiderio come mancanza. La colpa riguarda l’essere del soggetto, non il semplice atto.
Dal punto di vista pulsionale, il cristianesimo non reprime il godimento, ma lo devia simbolicamente: colpa, sacrificio e promessa di redenzione diventano strumenti di velatura. Il Grande Altro resta consistente, garantendo la Legge e proteggendo il soggetto dall’esposizione diretta al Reale pulsionale.
Modernità: secolarizzazione della Legge
Con la modernità, il riferimento trascendente si indebolisce. La Legge si secolarizza, ma la struttura dell’obbligo permane. Il soggetto moderno è chiamato a scegliere, autodeterminarsi, a essere libero.
Jacques-Alain Miller sottolinea che il Grande Altro non scompare, ma perde consistenza: diventa normativo, istituzionale, regolativo. Il fantasma continua a schermare il godimento, ma senza fondamento ultimo. La mancanza perde parte della sua funzione stabilizzante.
Capitalismo industriale: disciplina e ripetizione
Il capitalismo industriale organizza il godimento secondo regole e ripetizioni regolari. Fabbriche, scuole e istituzioni producono corpi adattati a una temporalità ciclica.
Dal punto di vista freudiano, la pulsione viene incanalata in una ripetizione regolata che limita l’irruzione del Reale. Il godimento non scompare, ma assume una forma prevedibile. Il fantasma protegge ancora il soggetto dall’eccesso pulsionale e il legame sociale resta stabilizzato attraverso limiti condivisi.
Neoliberismo: caduta del limite simbolico
Con il neoliberismo si verifica una torsione radicale. Il Super-Io contemporaneo non interdice più, ma comanda il godimento. Miller descrive questa mutazione come una trasformazione del legame tra godimento e Legge: il limite simbolico non scompare, ma viene cortocircuitato.
Il soggetto è sollecitato a godere direttamente, senza mediazione fantasmica. La pulsione di morte non è più deviata, ma direttamente stimolata attraverso auto-sfruttamento, ripetizione incessante e prestazione obbligatoria. Il fantasma non vela più il godimento: lo prescrive. Il Grande Altro perde consistenza senza essere sostituito.
Tecnocrazia: godimento senza soggettivazione
Nella fase tecnocratica, la logica si accentua: decisioni e responsabilità sono delegate a procedure impersonali. Secondo Éric Laurent, il godimento circola senza articolarsi a un soggetto: la pulsione insiste, ma non trova una scena simbolica in cui soggettivarsi. Il legame sociale si riduce alla gestione, il politico all’amministrazione.
Il risultato è un godimento isolato, non veicolato dal fantasma né mediato dal Grande Altro, che produce sintomi di frammentazione, acting-out e risentimento.
Il discorso analitico: ritorno laicizzato del Cristianesimo
Il discorso analitico non accelera il godimento né lo normalizza. Lo de‑comanda. Come sottolinea Miller, l’analisi permette di assumere la mancanza come definitiva. Non si tratta di eliminare la pulsione di morte, ma di renderla abitabile senza distruzione.
In questo senso, il discorso analitico può essere letto come un ritorno laicizzato del cristianesimo: lega il godimento alla mancanza, ma senza Altro garante e senza promessa di salvezza. Attraversare il fantasma significa assumere l’assenza di senso ultimo, ed è forse l’unica risposta non nostalgica alla crisi contemporanea del godimento occidentale.
Bibliografia essenziale
Freud, S., Al di là del principio di piacere (1920), Bollati Boringhieri.
Freud, S., Il disagio della civiltà (1930), Bollati Boringhieri.
Lacan, J., Il Seminario, Libro VII. L’etica della psicoanalisi, Einaudi.
Lacan, J., Il Seminario, Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi, Einaudi.
Miller, J.-A., L’orientamento lacaniano, Astrolabio.
Copjec, J., Read My Desire, MIT Press.
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