mercoledì 6 maggio 2026

Il trauma infantile per Lacan

1. Introduzione: il trauma come incontro con il Reale

Nel lessico lacaniano, il trauma infantile non coincide con un evento oggettivo, misurabile o psicologicamente definibile. Esso è piuttosto un incontro con il Reale, cioè con ciò che sfugge alla simbolizzazione e che lascia nel soggetto una traccia non assimilabile. Lacan riprende Freud ma ne sposta l’accento: non è l’evento in sé a traumatizzare, bensì ciò che dell’evento non può essere detto, ciò che resta fuori dal linguaggio.  

Come afferma Lacan nel Seminario XI: «Il trauma è l’incontro mancato con il reale». Questa mancanza non è un difetto, ma la condizione stessa della soggettività.


2. Il trauma non è un ricordo: la logica della retroattività

Un punto decisivo della teoria lacaniana è la retroattività (Nachträglichkeit). Il trauma infantile non è traumatico al momento in cui accade: lo diventa dopo, quando un nuovo significante lo riattualizza e gli conferisce un senso.  

Lacan insiste sul fatto che il soggetto costruisce il proprio trauma a posteriori, secondo la logica del fantasma. Non si tratta quindi di “ritrovare” un evento rimosso, ma di comprendere come il soggetto lo ha inscritto nella propria storia.  

Per questo motivo, due bambini esposti allo stesso evento non ne ricaveranno lo stesso effetto: il trauma è sempre singolare, legato alla posizione del soggetto nel discorso dell’Altro.


3. L’infanzia come luogo della ferita simbolica

L’infanzia, per Lacan, non è un’età idilliaca ma il tempo in cui il soggetto viene catturato dal linguaggio e dalle sue mancanze. Il trauma infantile è spesso legato a un eccesso di significante o, al contrario, a un suo difetto.  

Colette Soler osserva che «le prime volte restano per sempre», non perché siano psicologicamente decisive, ma perché costituiscono tracce di godimento che il soggetto non riesce a padroneggiare.  

Il trauma infantile è dunque una ferita simbolica: l’ingresso nel linguaggio comporta la perdita di un godimento originario e l’assunzione della mancanza come struttura.


4. La castrazione simbolica come trauma strutturale

Tra i traumi fondamentali dell’infanzia, Lacan colloca la castrazione simbolica: la scoperta che il godimento non è totale, che l’Altro desidera e che il soggetto non può colmare questa mancanza.  

Il Nome‑del‑Padre interviene come significante che ordina il desiderio e limita il godimento. Quando questa operazione fallisce o si inceppa, il trauma infantile può assumere forme cliniche diverse: fobie, angoscia, sintomi ossessivi, fenomeni di corpo.  

Lacan afferma nel Seminario IV: «La castrazione non è un evento, è una struttura». In questo senso, il trauma infantile non è un incidente, ma una condizione costitutiva del parlêtre.


5. Un esempio clinico: il bambino che “vede troppo”

Un bambino di sette anni assiste a una lite violenta tra i genitori. L’evento, in sé, non produce sintomi immediati. Tuttavia, anni dopo, durante l’adolescenza, il ragazzo sviluppa una fobia legata agli scoppi d’ira e agli spazi chiusi.  

La scena infantile diventa traumatica solo retroattivamente, quando un nuovo significante — ad esempio un litigio con un coetaneo — riattiva la traccia di godimento non simbolizzata.  

In analisi, il soggetto non “ricorda” semplicemente la scena, ma ricostruisce la propria posizione in essa: ciò che lo ha traumatizzato non è la lite, ma l’essere stato messo nella posizione di oggetto del godimento dell’Altro, esposto a un eccesso che non poteva comprendere né nominare.  

Questo esempio illustra come, per Lacan, il trauma infantile sia sempre una questione di significante e di posizione soggettiva, non di contenuto.


6. Implicazioni cliniche: non si cura il trauma, si lavora sul godimento

La clinica lacaniana non mira a “curare” il trauma infantile come se fosse una ferita da rimarginare. L’obiettivo è piuttosto:  

- iscrivere nel simbolico ciò che non ha potuto esserlo,  

- circoscrivere il godimento in eccesso,  

- permettere al soggetto di inventare una posizione singolare rispetto al proprio fantasma.  

Il trauma non si cancella: si riarticola. L’analisi offre al soggetto la possibilità di riscrivere la propria storia, non di eliminarla.


Bibliografia essenziale

- Freud, S. Al di là del principio di piacere.  

- Lacan, J. Il Seminario. Libro IV. La relazione d’oggetto.  

- Lacan, J. Il Seminario. Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi.  

- Soler, C. L’inconscio reinventato.  

- Miller, J.-A. Introduzione alla clinica lacaniana.


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