giovedì 31 luglio 2025

🗨👤L’Altro: cosa vuole da me?

 

In Lacan, l’Altro (A) non è solo un’altra persona. È un luogo simbolico: quello da cui proviene il linguaggio, la Legge, il desiderio.

È lo spazio che ci precede, in cui entriamo come soggetti e che ci permette di parlare, pensare, amare, ma anche di essere desiderati e comandati.


📖 L’Altro come luogo del linguaggio

Quando parliamo, non inventiamo le parole. Le prendiamo da A, da ciò che ci è stato trasmesso.

Anche il nostro modo di dire “io” viene da lì.

A è la struttura dell’ordine simbolico, il deposito della lingua, della cultura, del sapere condiviso.

👶 Un bambino dice “papà” perché lo ha sentito dire. Il suo pensiero nasce già immerso nelle parole dell’Altro.


💭 L’Altro come luogo del desiderio

“Il desiderio è il desiderio dell’Altro” – dice Lacan.

Vuol dire che desideriamo guardando il desiderio di A. Cerchiamo di capire cosa l’Altro vuole da noi, oppure desideriamo ciò che lui sembra desiderare.

👦 L’adolescente che si chiede: “Chi devo essere per essere amato?”

In realtà sta chiedendo: “Che cosa vuole A da me?”

Il desiderio non nasce dentro di me in modo puro, ma si struttura nella relazione con questo campo dell’Altro.


⚖️ L’Altro come luogo della Legge

L’Altro è anche ciò che pone i limiti.

Introduce il “No”, separa il bene dal male, stabilisce la Legge.

È il punto da cui arriva la castrazione simbolica, cioè il taglio che rende possibile desiderare.

Lacan lo collega al Nome-del-Padre (𝑁𝑃): il significante che istituisce la Legge simbolica e interrompe il godimento totale, dando spazio a un desiderio umano.


Ⱥ – L’Altro non è completo

Per Lacan, l’Altro manca: è barrato, scritto così → Ⱥ.

Non ha tutte le risposte, non sa tutto, non possiede un senso pieno.

🎭 Quando il soggetto scopre che l’Altro non è onnipotente – come accade, ad esempio, nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza – allora può iniziare a desiderare in proprio, non più solo come risposta.

Questa mancanza non è una mancanza da colmare, ma una condizione strutturale: senza Ⱥ non c’è soggetto, ma solo funzionamento.


💰 Il tempo del discorso capitalista

Nel discorso dominante di oggi, quello che Lacan chiama discorso capitalista ♻️, l’Altro perde funzione.

Non vieta, non guida, non pone domande. Offre oggetti da godere, soluzioni rapide, prestazioni da ottimizzare.

♻️ È un circuito chiuso, che aggira la mancanza.

Il soggetto non incontra più Ⱥ, ma solo un Altro che propone godimento senza limite.

Risultato? Il desiderio si spegne. Resta solo il bisogno, o l’angoscia.


🌱 Spunto finale

Il soggetto si costruisce rispondendo all’Altro, ma si umanizza solo quando scopre che l’Altro è mancante.

La sfida oggi è trovare spazi in cui Ⱥ possa riemergere, e con esso il desiderio – singolare, non standardizzato – di ciascuno.


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