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giovedì 31 luglio 2025

💸 Discorso Capitalista: il circuito che salta la mancanza


Il Discorso Capitalista è una variante moderna del Discorso del Padrone. Lacan lo introduce nel 1972 per descrivere il modo in cui, nella società contemporanea, il soggetto viene catturato in un circuito senza impasse: si consuma, si gode, si produce, ma senza mai interrogare il proprio desiderio.

Ecco lo schema del discorso:

$       →     S2 
S1      ↑     a

Vediamo insieme come funziona, con parole semplici ed esempi concreti.


👤 $ → Il soggetto mancante

Il punto di partenza è sempre $, il soggetto barrato, cioè diviso, mancante.
È chiunque senta un disagio, una sofferenza, una mancanza: qualcosa che non torna nella vita.
Esempio: Ti senti vuoto, non riesci a fermarti, ti manca sempre qualcosa anche se hai tutto.


📚 S₂ → Il sapere che ti guida

Il soggetto si rivolge a un sapere tecnico, funzionale, che promette soluzioni.
Questo è S₂: formule, manuali, protocolli, algoritmi, coaching, tutorial.
Esempio: Ti senti giù? Fai mindfulness. Ti senti solo? Scarica un’app di incontri. Non dormi? Prendi questo integratore.

👉 Il sapere diventa una risposta immediata, senza passare per la parola vera.


🔐 S₁ → Il comando nascosto

Sotto tutto questo sapere c’è S₁, il significante padrone, ma nascosto, nella posizione di verità.
È un ordine implicito, che non si vede ma comanda:
“Devi godere. Devi essere efficiente. Devi migliorarti. Devi performare.”
Non lo dice nessuno apertamente, ma è scritto ovunque: nelle pubblicità, nei social, nella scuola, nel lavoro.


📦 a → L’oggetto che viene prodotto

Infine, il discorso produce oggetti a, cioè oggetti di godimento: merci, esperienze, app, farmaci, corpi da mostrare.
Ma questi oggetti non colmano il vuoto, solo lo tappano per un po’.
E così si riparte: nuovo vuoto, nuovo oggetto.

Esempi:

  • Ti senti insoddisfatto? Compra uno smartwatch, poi un corso di gestione del tempo, poi un viaggio per “ritrovarti”... e intanto ti perdi di più.
  • Un adolescente in crisi viene curato solo con farmaci, senza mai parlare del suo dolore.


🔁 Gira, ma non cambia

Questo discorso è efficiente, perché non si inceppa mai.
Ma è anche mortifero, perché non lascia spazio al soggetto.
👉 Tutto ruota attorno al godimento, ma fuori dal desiderio.
👉 Il sintomo viene eliminato, non ascoltato.
👉 Il soggetto viene normalizzato, non interrogato.


🧭 Come si esce?

Solo il Discorso Analitico può bucare questo circuito.
Là dove il discorso capitalista promette tutto, l’analisi accetta il vuoto.
💬 In analisi si smette di rincorrere oggetti, e si comincia a parlare del proprio desiderio.

E lì, qualcosa può davvero cambiare.

📢 Discorso del Padrone (o della Civiltà): il comando che fa girare il sapere

Il Discorso del Padrone è uno dei quattro discorsi formali proposti da Lacan per descrivere il funzionamento dei legami sociali. In questo discorso, tutto parte da un punto: un comando, un ordine, un'autorità che si impone. È il modo in cui una società si fonda e funziona imponendo un senso e una direzione.


🧠 I simboli principali

Nel Discorso del Padrone abbiamo questi elementi, che Lacan dispone in una struttura precisa:


S₁ → il Significante Padrone: comanda, impone, decide

S₂ → il Sapere: ciò che viene messo in moto per rispondere al comando

a → l’oggetto piccolo a: ciò che si produce, il plusvalore, il residuo del processo

$ → il soggetto barrato: il soggetto diviso, che è sottomesso all’ordine

Il movimento del discorso è:

S₁ ➝ S₂ (il comando attiva un sapere)

con sotto: $ ◁ a (un soggetto diviso appare come effetto, ma produce anche un resto, un oggetto di godimento)


🧱 Un esempio semplice

Immagina una scuola in cui il preside (S₁) impone una riforma didattica. Gli insegnanti e il personale devono mettersi in moto per realizzarla (S₂). Alla fine, si ottengono risultati (oggetto a) – magari valutazioni standardizzate, classifiche, premi, oppure frustrazione e stress.

Nel frattempo, il soggetto ($), che può essere lo studente o l'insegnante, resta diviso: obbedisce, ma a volte non si riconosce in ciò che è costretto a fare.


🛠️ Come funziona nella società?

Il Discorso del Padrone è il modello di fondo di ogni struttura di potere: lo Stato, la Legge, la Religione, le Istituzioni. C'è sempre un punto da cui parte il comando (S₁), che cerca di organizzare il sapere (S₂) per ottenere un effetto. Ma questo comando produce sempre anche un resto: un godimento eccedente (a), e un soggetto alienato ($), che paga il prezzo di questa organizzazione.


😵 Effetti soggettivi

Il soggetto ($) nel Discorso del Padrone è spesso schiacciato: obbedisce senza sapere bene perché, è sottomesso al significante, e non riesce a esprimere il proprio desiderio. Questo può portare a sintomi, a ribellioni, o a richieste isteriche che mettono in crisi l’autorità.


🔄 Oggi: è ancora il discorso dominante?

Secondo Lacan, questo discorso è stato dominante nella storia, ma oggi il Discorso Capitalista ha preso il sopravvento. Tuttavia, molte istituzioni ancora funzionano secondo la logica del Padrone: con un comando che organizza, ma che lascia il soggetto diviso e qualcosa di essenziale fuori dal discorso..



🏛️ Discorso Universitario (o del Sapere Istituzionale): il sapere che firma il potere


Il discorso universitario è uno dei quattro modi con cui Lacan descrive il funzionamento della parola e del potere nella società. In questo discorso, chi parla è il sapereS₂, e lo fa con l’obiettivo di trasmettere conoscenze, formare, classificare e controllare. Ma sotto questa facciata neutra, si nasconde una struttura più complessa.

Il sapere S₂ si presenta come oggettivo, ma è al servizio di un potere. Parla in nome dell’Altro (il luogo dell'autorità, della verità, delle istituzioni) per produrre soggetti addomesticati ($), cioè individui adattati, obbedienti, che interiorizzano le regole.
Quello che davvero si produce nel discorso universitario non è più sapere, ma un soggetto barrato ($): un soggetto diviso, che non si riconosce nella sua esperienza e si adegua al sapere dell’altro.

🔹 Schema simbolico:

  • Agente: S₂ (il sapere)
  • Altro: a (l’oggetto da padroneggiare, spesso lo studente, il paziente, il deviante)
  • Verità:  S₁( significante padrone che sostiene il sapere)
  • Produzione: $ (il soggetto barrato)


👨‍🏫 Esempio: la scuola

Un insegnante universitario spiega Freud. Usa concetti, riferimenti, bibliografia (S₂) per trasmettere sapere. Ma dietro questa trasmissione, c’è una verità nascosta: un certo S₁ che orienta tutto (può essere l’autorità accademica, una teoria dominante, una verità implicita non discussa).
Lo studente viene trattato come oggetto da formare (a), e alla fine esce trasformato in un soggetto diviso ($): sa delle cose, ma non si sente soggetto di questo sapere. Anzi, spesso si sente incapace, insufficiente, o deve sottomettersi per entrare nel discorso.


🧪 Esempio: la medicina

Il medico parla in nome del sapere S₂ e applica protocolli, diagnosi, procedure. Il paziente è ridotto a oggetto di cura (a), mentre il vero soggetto, con la sua storia, resta fuori scena. La verità implicita che guida il discorso è un S1 (la norma medica, l’ideale di salute).
Alla fine, quello che si produce è un paziente $, che può non riconoscersi nella diagnosi, sentirsi escluso dal sapere che lo riguarda, o diventare dipendente da esso.


🎯 In sintesi

Il discorso universitario appare neutro e “scientifico”, ma nasconde un potere. Parla in nome della verità, ma produce soggetti alienati. È il discorso tipico delle istituzioni educative, scientifiche, mediche, dove l'autorità del sapere si impone su chi lo riceve.

Lacan ci invita a non crederci troppo: dietro il sapere, c’è sempre un desiderio e un padrone nascosto (S1). E il soggetto $ rischia di perdersi, se non si riconosce come parte attiva del discorso.

🕳️ Discorso Analitico: la parola che fa spazio al desiderio


Nel Discorso Analitico, Lacan mette in scena il dispositivo dell’analisi. È il discorso che si attiva quando qualcuno si mette a parlare con uno che ascolta in modo particolare: non per giudicare, correggere o sapere, ma per lasciare agire il desiderio.


Lacan usa una formula a 4 posti, dove ogni elemento si trova in una posizione:

$ → soggetto barrato, il soggetto dell'inconscio, diviso, che soffre, che chiede analisi.

a → oggetto piccolo a, oggetto causa del desiderio.

S₁ → significante padrone, l’ideale o autorità.

S₂ → sapere, catena significante, discorso del senso, il sapere dell’inconscio.



Ecco il Discorso Analitico secondo la scrittura lacaniana:


a → $

S₂ ↑ S₁


🔁 Come funziona

In alto a sinistra troviamo l’oggetto a, posizione dell’agente. Strano, vero? In ogni altro discorso parla un soggetto, un io, un padrone… Qui, invece, è l’oggetto a che comanda. Cosa vuol dire?

Vuol dire che il desiderio (e non l’Io) è messo al centro del processo analitico.

Non è l’analista a parlare, è il paziente a parlare, ma l’analista agisce tacendo, posizionandosi come oggetto a: mancanza, vuoto, spazio che non si riempie.

👉 Questo silenzio attivo dell’analista provoca il soggetto ($) a dire, ad associar parole, a cercare…

Il soggetto parla, si perde, si ritrova, senza più sapere bene chi è, perché è diviso, barrato, in analisi.

In basso a sinistra troviamo S₂, il sapere. Ma attenzione: non è il sapere dell’analista. È il sapere che emerge dal soggetto, il sapere inconscio.

👉 Le parole dette in seduta non sono solo comunicazione: sono formulazioni del desiderio, catene che si scompongono e si ricompongono, senso che si produce e si perde.

In basso a destra: S₁, il significante padrone.

Nel discorso analitico, non c’è un padrone che comanda, ma alla fine del processo può emergere un nuovo S₁, una nuova posizione soggettiva, più propria, meno alienata.


🎯 Obiettivo dell’analisi

Il discorso analitico non vuole curare nel senso medico, ma modificare il rapporto del soggetto con il suo desiderio.

🧩 Il sintomo non viene tolto, ma ascoltato, decifrato, reso parlante.

💬 Il soggetto in analisi non viene normalizzato, ma messo nelle condizioni di scegliere, di riappropriarsi del suo sintomo come modo singolare di stare nel mondo.


📌 In sintesi:

L’analista occupa il posto dell’oggetto a → causa il desiderio

Il soggetto ($) parla, ma non comanda

Il sapere (S₂) emerge dall’inconscio, non dall’Io

Alla fine può nascere un nuovo S₁, più soggettivo, meno imposto

Il discorso analitico è il rovescio di ogni discorso di potere. Non impone, ascolta.

Non insegna, lascia parlare.

E così, disfa il discorso del padrone, scioglie il nodo dei sintomi, e apre il cammino del desiderio.


🗣️ Discorso Isterico

 

Nel Discorso Isterico il protagonista è il soggetto diviso, indicato con il simbolo $ (soggetto barrato). Questo soggetto sente una mancanza profonda e si rivolge a un’autorità — il Significante Padrone, indicato come S₁ — con una domanda forte e spesso provocatoria: “Chi sei? Cosa vuoi da me? Dammi una risposta!”


📌 Struttura del discorso:

Ruolo Simbolo Cosa rappresenta

Agente $ Il soggetto diviso, che domanda e sfida

Altro S₁ Il Significante Padrone, l’autorità

Produzione S₂ Il sapere, le risposte dell’autorità

Verità a L’oggetto piccolo a, il desiderio nascosto


🔄 Come funziona?

$ (il soggetto diviso) parla e interroga l’S₁ (l’autorità), chiedendo senso e risposte.

L’S₁ risponde con un sapere S₂: regole, teorie, spiegazioni.

Ma nel profondo, come verità nascosta, c’è sempre un a, un desiderio che non si può mai completamente soddisfare.


💡 Esempi pratici

Un adolescente ($) che sfida i genitori o gli insegnanti (S₁) per capire le regole e il senso della vita. I genitori rispondono con leggi e spiegazioni (S₂), ma il ragazzo sente che qualcosa manca (a), e continua a domandare.

Un paziente isterico ($) che fa domande continue allo psicoterapeuta (S₁), che gli offre diagnosi e interpretazioni (S₂). Ma il vero desiderio del paziente (a) resta nascosto e inaccessibile.

Un attivista politico ($) che mette in discussione il potere costituito (S₁). Il potere risponde con leggi e discorsi ufficiali (S₂), ma la tensione tra desiderio di cambiamento e realtà rimane aperta (a).


📚 Cosa ci insegna?

Il Discorso Isterico mostra che il desiderio umano è una domanda incessante, che mette in crisi il potere e il sapere. Le risposte del sapere (S₂) non colmano mai del tutto la mancanza, perché questa mancanza (a) è la causa stessa del desiderio.

Così il soggetto isterico è un motore di cambiamento, sempre alla ricerca di senso, sfidando l’autorità, facendo emergere nuove domande e nuovi saperi.





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