Nel pensiero di Jacques Lacan, l’Immaginario è uno dei tre registri fondamentali dell’esperienza umana, insieme al Simbolico e al Reale. Questo registro riguarda il mondo delle immagini, delle illusioni, delle identificazioni. È lo spazio in cui nasce l’io (je) come costruzione, non come realtà solida.
🔍 Che cos’è l’Immaginario?
L’Immaginario è il regno delle forme visive, dell’apparenza, della seduzione, ma anche del malinteso. È il modo in cui ci vediamo e immaginiamo, ed è alla base della nostra prima esperienza di identità.
Secondo Lacan, l’Immaginario si costituisce soprattutto attraverso un evento chiave: lo stadio dello specchio.
🪞 Lo stadio dello specchio
Tra i 6 e i 18 mesi, il bambino si riconosce per la prima volta nel proprio riflesso allo specchio. Quel momento è fondamentale: vede un’immagine unificata e affascinante di sé, mentre dentro di lui vive ancora la dispersione motoria e l’insicurezza.
👉 Risultato: il bambino si identifica con quell’immagine esterna, che però è altro da lui. In quel riflesso, egli si costruisce un io ideale: compatto, armonioso, fittizio.
🤝 L’Immaginario e l’Altro
L’Immaginario è anche la dimensione della relazione duale: io e l’altro, spesso vissuto come rivale o specchio deformante.
👥 Nell’infanzia, il fratellino che attira l’attenzione dei genitori può diventare un “rivale immaginario”.
🎭 Nelle relazioni amorose, ci si innamora spesso dell’immagine che ci siamo fatti dell’altro, più che dell’altro reale.
⚔️ Nelle gelosie e nei conflitti, l’altro è sentito come minaccia proprio perché riflette (o distorce) qualcosa di nostro.
🧩 L’inganno delle immagini
💡L’Immaginario seduce e intrappola. Le pubblicità, i social, i media giocano su questa dimensione: propongono immagini ideali, corpi perfetti, vite invidiabili, in cui ci proiettiamo senza accorgerci che sono costruzioni fittizie.
📱 Esempio: sui social una persona può sentirsi inadeguata vedendo le foto “perfette” degli altri, dimenticando che quelle immagini sono selezionate, ritoccate, filtrate.
🔗 Immaginario, Simbolico e Reale
✳️ L’Immaginario non basta da solo per costruire un soggetto. Per Lacan, è nel rapporto con il Simbolico (cioè il linguaggio, le regole, la legge) che si dà il vero accesso all’identità.
🌀 Quando il Simbolico è debole o manca, si resta intrappolati nell’Immaginario, in un gioco di specchi, di rivalità e di illusioni. È ciò che Lacan descrive nella psicosi, dove l’Altro non è più regolato dal Simbolico e torna come persecutore immaginario.
🎯 Conclusione
L’Immaginario in Lacan non è solo un “mondo delle immagini”: è la base dell’identità umana, ma anche la sua trappola. Saper distinguere l’immagine da ciò che siamo, o meglio da ciò che desideriamo, è già un passo verso la libertà.
🔍 Guardarsi allo specchio è inevitabile. Ma non dimentichiamo che la nostra verità passa attraverso il linguaggio, il desiderio e l’Altro simbolico.
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