venerdì 3 ottobre 2025

Psicosomatica. Una lettura integrata


1. Dal dualismo al legame corpo-mente

Per secoli la medicina occidentale ha oscillato tra due poli: da una parte l’approccio organicista, che riduceva la malattia al corpo biologico; dall’altra visioni spiritualiste o psicologiche, che spiegavano il disturbo a partire dalla mente. La psicosomatica contemporanea cerca di superare questo dualismo cartesiano. Il corpo non è solo macchina, e la mente non è solo pensiero: la persona è un’unità complessa, in cui reti neuronali, affetti e simboli interagiscono in modo costante.


2. La prospettiva psicoanalitica

Già Freud aveva colto come sintomi corporei potessero funzionare da conversione di conflitti psichici. Nelle isterie di fine Ottocento, ad esempio, paralisi o dolori non corrispondevano a lesioni organiche, ma a una messa in scena del desiderio inconscio.
Lacan radicalizza questa prospettiva: il corpo, dice, non è mai naturale, ma sempre corpo parlante, inciso dal linguaggio. I sintomi psicosomatici, in questa chiave, non si riducono a un messaggio da decifrare, ma segnalano un punto in cui il reale del corpo eccede il senso e si inscrive senza mediazione simbolica. La clinica psicoanalitica invita quindi ad ascoltare il paziente nella sua singolarità, evitando sia riduzionismi biologici sia interpretazioni forzate.


3. Neuroscienze e stress cronico

Le neuroscienze hanno documentato come lo stress cronico o i traumi precoci possano modificare profondamente i sistemi neuroendocrini e immunitari. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), attivato nelle risposte di allarme, se iperstimolato produce alterazioni ormonali che aumentano la vulnerabilità a patologie cardiovascolari, autoimmuni e oncologiche. Queste scoperte mostrano la circolarità tra psiche e soma: emozioni e contesti relazionali incidono biologicamente, senza che sia necessario opporre spiegazioni “organiche” a spiegazioni “psichiche”.


4. La malattia come significazione

Molti pazienti non vivono la malattia solo come un dato medico, ma la inscrivono in una narrazione personale: “mi è venuto l’infarto dopo la morte di mia moglie”, “l’ulcera mi è esplosa nel periodo di mobbing”. Qui la psicosomatica mostra il suo volto più umano: la malattia diventa un testo su cui il soggetto scrive, a volte senza volerlo, ciò che non riesce a esprimere con le parole. La medicina narrativa, sviluppata negli ultimi decenni, conferma l’importanza di dare spazio a queste storie, perché la cura passa anche attraverso la ricostruzione di un senso.


5. Clinica integrata: alcuni esempi

  • Ulcera gastrica: oggi sappiamo che l’Helicobacter pylori è un fattore determinante, ma lo stress ne influenza l’insorgenza e l’aggravamento. La terapia più efficace integra farmaci e supporto psicologico, per contenere ansia e conflitti che riattivano la sintomatologia.
  • Cardiopatie: fattori biologici come ipertensione o colesterolo elevato si intrecciano con tratti psicologici (aggressività repressa, solitudine cronica) e con condizioni sociali (stili di vita, precarietà). Un intervento esclusivamente farmacologico rischia di essere parziale.
  • Oncologia: non esiste una “personalità cancerogena”, ma numerosi studi mostrano come sostegno psicologico, relazioni significative e senso di vita possano migliorare decorso e risposta alle cure. La malattia, in questo campo, diventa occasione di rielaborazione esistenziale.


6. Dimensione sociale e culturale

Il corpo non si ammala solo “in privato”: porta i segni di un contesto sociale. Disturbi da stress lavoro-correlato, burn-out, ansia da prestazione o depressione reattiva mostrano come il discorso capitalista lasci tracce somatiche. In questo senso la psicosomatica diventa anche critica sociale: invita a interrogare condizioni di vita, ritmi produttivi, mancanza di reti di sostegno. La malattia non è mai solo dell’individuo, ma sempre inscritta in un campo collettivo.


7. Un modello a tre livelli

Una lettura integrata può articolarsi su tre piani:

  1. Biologico: il corpo come organismo, con i suoi meccanismi cellulari, immunitari e neuroendocrini.
  2. Psichico: conflitti, difese e fantasmi inconsci che prendono forma attraverso il corpo.
  3. Simbolico-sociale: il modo in cui il linguaggio, la cultura e le relazioni definiscono la percezione della malattia e orientano la cura.


8. Conclusione

La psicosomatica non cerca di attribuire alla mente la “causa” delle malattie, ma di leggere la malattia come punto di intersezione tra corpo, psiche e società. Integrare medicina, neuroscienze e psicoanalisi significa riconoscere che il corpo non è soltanto un organismo che funziona, ma anche un corpo che parla, che soffre e che chiede di essere ascoltato. La sfida è costruire dispositivi di cura capaci di tenere insieme questi diversi livelli, senza riduzionismi, e restituire al paziente un posto di soggetto nella propria esperienza di malattia.


Bibliografia essenziale

  • Freud S., Opere, vol. II, Boringhieri.
  • Lacan J., Seminario XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, Einaudi.
  • Marty P., La psicosomatica dell’adulto, Borla.
  • LeDoux J., Il cervello emotivo, Baldini+Castoldi.
  • Sapolsky R., Perché alle zebre non viene l’ulcera, Mondadori.
  • Fava G.A., Sonino N., The biopsychosocial model thirty years later, Psychotherapy and Psychosomatics, 2008.

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