1. Dal dualismo al legame corpo-mente
Per secoli la medicina occidentale ha oscillato tra due poli: da una parte l’approccio organicista, che riduceva la malattia al corpo biologico; dall’altra visioni spiritualiste o psicologiche, che spiegavano il disturbo a partire dalla mente. La psicosomatica contemporanea cerca di superare questo dualismo cartesiano. Il corpo non è solo macchina, e la mente non è solo pensiero: la persona è un’unità complessa, in cui reti neuronali, affetti e simboli interagiscono in modo costante.
2. La prospettiva psicoanalitica
3. Neuroscienze e stress cronico
Le neuroscienze hanno documentato come lo stress cronico o i traumi precoci possano modificare profondamente i sistemi neuroendocrini e immunitari. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), attivato nelle risposte di allarme, se iperstimolato produce alterazioni ormonali che aumentano la vulnerabilità a patologie cardiovascolari, autoimmuni e oncologiche. Queste scoperte mostrano la circolarità tra psiche e soma: emozioni e contesti relazionali incidono biologicamente, senza che sia necessario opporre spiegazioni “organiche” a spiegazioni “psichiche”.
4. La malattia come significazione
Molti pazienti non vivono la malattia solo come un dato medico, ma la inscrivono in una narrazione personale: “mi è venuto l’infarto dopo la morte di mia moglie”, “l’ulcera mi è esplosa nel periodo di mobbing”. Qui la psicosomatica mostra il suo volto più umano: la malattia diventa un testo su cui il soggetto scrive, a volte senza volerlo, ciò che non riesce a esprimere con le parole. La medicina narrativa, sviluppata negli ultimi decenni, conferma l’importanza di dare spazio a queste storie, perché la cura passa anche attraverso la ricostruzione di un senso.
5. Clinica integrata: alcuni esempi
- Ulcera gastrica: oggi sappiamo che l’Helicobacter pylori è un fattore determinante, ma lo stress ne influenza l’insorgenza e l’aggravamento. La terapia più efficace integra farmaci e supporto psicologico, per contenere ansia e conflitti che riattivano la sintomatologia.
- Cardiopatie: fattori biologici come ipertensione o colesterolo elevato si intrecciano con tratti psicologici (aggressività repressa, solitudine cronica) e con condizioni sociali (stili di vita, precarietà). Un intervento esclusivamente farmacologico rischia di essere parziale.
- Oncologia: non esiste una “personalità cancerogena”, ma numerosi studi mostrano come sostegno psicologico, relazioni significative e senso di vita possano migliorare decorso e risposta alle cure. La malattia, in questo campo, diventa occasione di rielaborazione esistenziale.
6. Dimensione sociale e culturale
Il corpo non si ammala solo “in privato”: porta i segni di un contesto sociale. Disturbi da stress lavoro-correlato, burn-out, ansia da prestazione o depressione reattiva mostrano come il discorso capitalista lasci tracce somatiche. In questo senso la psicosomatica diventa anche critica sociale: invita a interrogare condizioni di vita, ritmi produttivi, mancanza di reti di sostegno. La malattia non è mai solo dell’individuo, ma sempre inscritta in un campo collettivo.
7. Un modello a tre livelli
Una lettura integrata può articolarsi su tre piani:
- Biologico: il corpo come organismo, con i suoi meccanismi cellulari, immunitari e neuroendocrini.
- Psichico: conflitti, difese e fantasmi inconsci che prendono forma attraverso il corpo.
- Simbolico-sociale: il modo in cui il linguaggio, la cultura e le relazioni definiscono la percezione della malattia e orientano la cura.
8. Conclusione
La psicosomatica non cerca di attribuire alla mente la “causa” delle malattie, ma di leggere la malattia come punto di intersezione tra corpo, psiche e società. Integrare medicina, neuroscienze e psicoanalisi significa riconoscere che il corpo non è soltanto un organismo che funziona, ma anche un corpo che parla, che soffre e che chiede di essere ascoltato. La sfida è costruire dispositivi di cura capaci di tenere insieme questi diversi livelli, senza riduzionismi, e restituire al paziente un posto di soggetto nella propria esperienza di malattia.
Bibliografia essenziale
- Freud S., Opere, vol. II, Boringhieri.
- Lacan J., Seminario XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, Einaudi.
- Marty P., La psicosomatica dell’adulto, Borla.
- LeDoux J., Il cervello emotivo, Baldini+Castoldi.
- Sapolsky R., Perché alle zebre non viene l’ulcera, Mondadori.
- Fava G.A., Sonino N., The biopsychosocial model thirty years later, Psychotherapy and Psychosomatics, 2008.
Nessun commento:
Posta un commento