Le parafilie indicano interessi sessuali atipici, mentre la perversione, in psicoanalisi, riguarda una struttura soggettiva: non è il comportamento in sé a definirla, ma il modo in cui il soggetto organizza il proprio desiderio, il rapporto con l’Altro e la Legge.
Secondo Freud, un meccanismo centrale nella perversione è il diniego (Verleugnung). Questo permette al soggetto di affrontare una verità dolorosa, come la castrazione o la mancanza, senza doverla negare completamente. In pratica, il perverso accoglie simbolicamente la mancanza, trasformandola in un oggetto o in una scena che gli consente di godere senza essere sopraffatto dall’angoscia.
Lacan amplia questa lettura collegando la perversione al Nome-del-Padre e alla funzione della Legge. Il perverso non rifiuta la Legge, ma la mette in scena attraverso un copione simbolico. Il diniego consente di sostenere il godimento: il soggetto sa che esiste un limite, ma lo gestisce coerentemente con la propria struttura.
Feticismo
Il feticismo consiste nell’attrazione per oggetti o parti del corpo specifiche. Freud lo interpreta come diniego della castrazione: l’oggetto feticcio permette di coprire e allo stesso tempo riconoscere la mancanza.
Esempio clinico: una persona racconta di non riuscire a eccitarsi se la partner non indossa un certo tipo di calze. L’analisi mostra che il feticcio non è solo oggetto di piacere, ma un sostegno simbolico che media tra desiderio e mancanza.
Sadismo e masochismo
Nel sadismo, il piacere nasce dal far soffrire l’altro. Freud parla di traslazione e diniego: l’angoscia della mancanza viene trasformata in controllo simbolico. Lacan sottolinea che il sadico mette in scena la Legge, rendendo tangibile il reale del godimento per l’Altro.
Nel masochismo, il soggetto si offre come oggetto del godimento dell’Altro. Il piacere non deriva dal dolore fisico, ma dalla possibilità di incarnare simbolicamente la Legge e la mancanza. Il diniego permette di accettare il limite trasformandolo in piacere, gestendo così l’angoscia.
Voyeurismo ed esibizionismo
Il voyeur osserva chi ignora di essere osservato; l’esibizionista si mostra. Entrambi organizzano il godimento attraverso il diniego: sanno che esiste un limite o un rischio, ma lo mettono in scena simbolicamente. L’analisi mostra che queste condotte non sono semplici trasgressioni, ma organizzano coerentemente il desiderio con la castrazione simbolica.
Parafilie e perversione
Non tutte le parafilie indicano perversione come struttura soggettiva. Alcune persone possono avere fantasie o pratiche insolite senza che queste organizzino il desiderio in modo coerente. Al contrario, un perverso può comportarsi in modo socialmente accettabile, ma mantenere una logica simbolica che integra diniego, Legge e godimento.
Il ruolo dell’analista
L’analisi non mira a correggere la sessualità, ma a rendere consapevole il soggetto del funzionamento del diniego e della propria struttura perversa. L’analista:
1. Aiuta a riconoscere il meccanismo psichico che sostiene il desiderio;
2. Osserva come il soggetto mette in scena la Legge e la castrazione;
3. Permette di dare senso alla struttura soggettiva senza eliminare la funzione simbolica del piacere.
Questo lavoro consente di ridurre conflitti o angosce legate al desiderio e di integrare il diniego nella propria storia soggettiva, mantenendo la coerenza della struttura perversa.
Sintesi
Le parafilie descrivono ciò che è osservabile, mentre la perversione rivela la logica interna che le sostiene. Il meccanismo del diniego (Verleugnung), centrale per Freud, permette di affrontare la mancanza senza esserne sopraffatti. Lacan mostra come la perversione organizzi il godimento attorno al Nome-del-Padre e alla castrazione simbolica. Il titolo “Parafilie e perversione” riflette così la doppia prospettiva: ciò che si manifesta e il significato simbolico che guida il desiderio.