La pornografia è un tema complesso, soprattutto se la guardiamo con gli occhi della psicoanalisi lacaniana. Lacan ci aiuta a capire cosa succede nel desiderio, nel corpo e nel linguaggio quando entriamo in contatto con questo fenomeno.
🧩 1. Il desiderio e l’oggetto a (𝑎)
Per Lacan, il desiderio è sempre rivolto a un oggetto mancante, chiamato oggetto a (𝑎), cioè l’oggetto causa del desiderio. Non è un oggetto reale, ma qualcosa che manca e che spinge il soggetto a desiderare.
👁️🗨️ Nella pornografia, l’oggetto a spesso si manifesta come un’immagine o una scena che “eccita” e stimola il desiderio, ma questo oggetto è sempre parziale e mai completamente soddisfacente. È come una traccia di qualcosa che manca davvero.
🖼️ 2. La funzione del fantasmatismo (📽️)
La pornografia funziona come un fantasma visivo: crea una scena in cui il desiderio può trovare un’immagine su cui fissarsi. Quella scena nasconde ciò che realmente manca e ciò che il soggetto non può mai avere del tutto.
🔎 Esempio: guardare un video porno può dare piacere, ma il soggetto resta sempre sospeso tra ciò che vede e ciò che manca veramente, tra il reale e il simbolico.
🛑 3. L’oggetto piccolo a e il godimento (jouissance)
La pornografia mette in gioco il godimento, che per Lacan è spesso un godimento di tipo parziale e eccedente rispetto al piacere normale.
🔥 Il soggetto può cercare nella pornografia un godimento che sfugge alla norma, ma rischia di cadere in una ripetizione senza fine che non risolve il desiderio ma lo mantiene vivo e tormentato.
⚠️ 4. Il rischio della saturazione e dell’iper-sessualità
La pornografia, soprattutto oggi con internet, può creare una saturazione di immagini e stimoli. Il soggetto può rimanere intrappolato in un ciclo di ricerca continua, che Lacan definirebbe come una forma di ipergodimento (o ipersessualità).
🔄 Questo può portare a una dipendenza: non si cerca più il desiderio, ma solo il consumo dell’oggetto a in quantità massicce, senza soddisfazione.
🗣️ 5. Il ruolo del linguaggio e del sembiante (𝑆)
Lacan sottolinea che il desiderio è mediato dal linguaggio e dal sembiante (𝑆), cioè ciò che fa “sembrare” reale qualcosa.
💬 Nella pornografia, il linguaggio (dialoghi, titoli, testi) e le immagini funzionano come sembianti che sostituiscono il reale, producendo un effetto di realtà che può ingannare il soggetto sul vero senso del desiderio.
🔄 6. Il circolo tra reale, simbolico e immaginario
La pornografia si situa nel crocevia tra:
- il Reale (ciò che è impossibile da rappresentare pienamente),
- il Simbolico (la legge del linguaggio e delle norme sociali),
- l’Immaginario (l’immagine e la fantasia).
📊 Questo spiega perché la pornografia può essere potente ma anche illusoria e potenzialmente dannosa, perché lavora con ciò che il soggetto non può nominare direttamente.
🧠 In sintesi:
- La pornografia usa l’oggetto a (𝑎) per stimolare il desiderio, ma questo oggetto è sempre una mancanza, mai colmata.
- Funziona come un fantasma (📽️) che mostra una scena di godimento, ma nasconde il vuoto reale.
- Può generare una ripetizione senza fine e rischio di dipendenza da ipergodimento.
- Il linguaggio e i sembianti (𝑆) costruiscono un effetto di realtà, ma non colmano il reale.
- Sta al soggetto saper riconoscere il limite e il mistero del proprio desiderio oltre l’immagine.
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