Quando sentiamo parlare di disturbo bipolare pensiamo subito alle oscillazioni tra mania e depressione.
La psichiatria moderna lo descrive come una malattia caratterizzata da fasi di umore opposto: da un lato l’euforia incontenibile, dall’altro la tristezza profonda.
📌 1. Non “una malattia”, ma un modo di stare nel mondo
Esempio: due persone diagnosticate come “bipolari” possono vivere storie totalmente diverse. Una può essere un nevrotico che alterna slanci creativi e cadute depressive; un’altra può essere un soggetto psicotico che si difende dalla caduta nel vuoto con momenti maniacali.
⚡ 2. La mania: l’eccesso senza limite
Esempio: un paziente racconta di aver dipinto giorno e notte senza dormire, convinto di dover “salvare il mondo” con la sua arte. Non c’è più spazio per il desiderio, ma solo per l’urgenza del godimento.
🌑 3. La depressione: il vuoto e il non senso
La fase depressiva, al contrario, è dominata dal blocco e dalla perdita di senso. Il soggetto si percepisce inutile, senza desiderio, identificato al “niente”.
Esempio: una donna che in fase maniacale organizzava feste e progetti senza sosta, durante la depressione non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto, convinta che la vita non avesse più motivo.
🔀 4. Non una struttura, ma un fenomeno
Esempio clinico:
- Un nevrotico può vivere fasi depressive come esito di conflitti inconsci irrisolti, e fasi maniacali come difesa dall’angoscia.
- Un soggetto psicotico, invece, può avere episodi maniacali quando manca il Nome-del-Padre a limitare l’invasione del godimento.
🪢 5. Il Nome-del-Padre e il limite
Esempio: un ragazzo alterna periodi in cui sogna di fondare una grande impresa tecnologica a momenti in cui si chiude in camera e smette di parlare. Ciò che manca è un punto simbolico stabile che gli dia un orientamento.
🛠️ 6. Il lavoro analitico
Esempio: in analisi, una paziente ha imparato a riconoscere che la sua iperattività maniacale nascondeva l’impossibilità di tollerare la tristezza. Nominare questa dinamica le ha permesso di dare forma a un equilibrio più vivibile.
🔑 Conclusione
💡 Messaggio finale: più che “curare il bipolare”, la sfida è accompagnare ogni persona a inventare la propria strada tra eccesso e vuoto, trovando un modo singolare di stare nel linguaggio e nel mondo.
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