La psicopatia non si riduce alla criminalità o alla manipolazione: è una struttura soggettiva complessa che riguarda il rapporto con gli altri, il desiderio e la norma sociale. Nel DSM-5, la psicopatia rientra nel disturbo antisociale di personalità, caratterizzato da inosservanza delle regole, inganno, impulsività, assenza di rimorso e comportamenti antisociali già dall’adolescenza.
La prospettiva psicoanalitica
Dal punto di vista lacaniano, la psicopatia si distingue per un rapporto debole o assente con il Nome-del-Padre, simbolo della legge, della norma e della mediazione del desiderio. Il soggetto psicopatico non internalizza il limite imposto dalla legge o della morale; le regole sociali hanno scarso potere nel frenare i suoi comportamenti, e il rimorso è spesso assente o razionalizzato.
Il godimento (jouissance) dello psicopatico è centrato sul dominio e sulla manipolazione dell’Altro. Gli altri non sono percepiti come soggetti simbolici, ma come strumenti per ottenere soddisfazione personale. A differenza del perverso, che conosce la legge e la strumentalizza in un gioco simbolico, il psicopatico trasgredisce la legge senza mediazione e agisce direttamente sul mondo.
Esempio: una persona convince un gruppo di amici a seguirla in un progetto, senza considerare i bisogni o i desideri degli altri, traendo piacere dal controllo esercitato sul gruppo. Il soggetto appare competente e sicuro, ma il suo godimento resta centrato sul dominio, non sulla relazione simbolica. Un altro esempio può essere un dirigente che utilizza la propria posizione per manipolare collaboratori, senza sentirsi responsabile delle conseguenze delle sue azioni: il comportamento è socialmente funzionale, ma psicologicamente centrato sul dominio.
Collocazione strutturale
La psicopatia non appartiene a una sola struttura psicoanalitica. Può manifestarsi come variante della psicosi ordinaria, ma anche su strutture nevrotiche o perverse:
- Psicosi ordinaria → il Nome-del-Padre è fragile o assente, ma il contatto con la realtà è conservato. Il soggetto costruisce soluzioni personali per reggere il mondo quotidiano, mostrando comportamenti manipolativi o antisociali senza deliri o allucinazioni evidenti.
- Nevrosi con tratti psicopatici → il soggetto può agire in modo manipolativo, ma resta soggetto a conflitti interiori, senso di colpa o angosce, che limitano o modulano il comportamento antisociale.
- Perversione con tratti psicopatici → il soggetto strumentalizza la legge o le regole per ottenere godimento sull’Altro, giocando con i limiti simbolici a proprio vantaggio.
In tutti i casi, ciò che distingue la psicopatia è la relazione strumentale con l’Altro: le relazioni non sono coltivate per il legame, ma per il vantaggio o il godimento che ne derivano. Anche quando il soggetto appare affascinante o competente, questa modalità rimane centrale nel suo funzionamento.
Terapia e riabilitazione in chiave psicoanalitica
Dal punto di vista lacaniano, la psicopatia non si “cura” in senso tradizionale: la struttura soggettiva resta intatta. L’obiettivo della terapia è instaurare una relazione simbolica, in cui il soggetto possa confrontarsi con la legge, il limite e il desiderio dell’Altro, modulando il proprio godimento.
Il lavoro clinico può articolarsi su tre livelli principali:
- Rafforzamento del rapporto simbolico: introdurre nomi e limiti che permettano di confrontarsi con il Nome-del-Padre.
- Osservazione del godimento: rendere esplicito il godimento centrato sul dominio e sulla manipolazione, creando possibilità di distanza critica.
- Gestione della relazione con l’Altro: confrontarsi con il desiderio altrui, favorendo un controllo minimo sulle conseguenze delle proprie azioni, pur senza modificare la struttura di base.
In sintesi, l’approccio psicoanalitico lacaniano non mira a correggere la psicopatia, ma a permettere al soggetto di modulare il proprio godimento e confrontarsi simbolicamente con il limite. Anche quando il soggetto appare adattivo o affascinante nel mondo, resta ancorato alla sua struttura di base, che può essere psicosi ordinaria, nevrotica o perversa.
Bibliografia essenziale
- Lacan, J. (1955-1956). Le Séminaire, Livre III: Les psychoses. Paris: Seuil.
- Miller, J.-A. (2018). La psychose ordinaire: La convention d'Antibes. Paris: Navarin.
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