giovedì 10 aprile 2025

Antigone e Creonte: Paradossi del Seminario VII di Lacan

  

Nel Seminario VII di Lacan, L'Etica della Psicoanalisi, la figura di Antigone emerge come un esempio paradigmatico della tensione tra il desiderio individuale e l’ordine simbolico, ma non è l’unico protagonista della drammatica dialettica. Accanto a lei, figura Creonte, il rappresentante dell’autorità, della legge e del simbolico. Il loro scontro non è solo un conflitto tra due leggi differenti, ma anche un esempio delle contraddizioni strutturali che Lacan individua nell’etica del desiderio, in particolare nelle sue implicazioni riguardo al Reale.

Antigone: la disobbedienza radicale al simbolico

Antigone, nel mito, sfida apertamente l’ordine stabilito da Creonte, il quale proibisce la sepoltura del corpo di suo fratello Polinice. La sua scelta di seppellirlo, nonostante il rischio di morte, è una disobbedienza radicale alla legge, ma non semplicemente un rifiuto dell'autorità. Lacan interpreta il gesto di Antigone come una risposta a un desiderio che non può essere compreso né dalla legge simbolica né dalle convenzioni sociali. Antigone incarna un atto di fedeltà al proprio desiderio, un desiderio che si colloca al di fuori della mediazione simbolica e che non può essere ridotto alle leggi stabilite da Creonte.

Lacan utilizza Antigone per esemplificare quella che considera l'etica del desiderio, la quale si fonda sulla fedeltà al proprio desiderio senza una mediazione simbolica. La sua etica, dunque, non si conforma né alla legge morale né a quella sociale, ma rappresenta una scelta pura e irrazionale che, come avviene per il soggetto psicoanalitico, è condannata a incontrare il Reale. La morte di Antigone, quindi, non è solo una punizione, ma il segno di una verità che sfugge a ogni tentativo di simbolizzazione.

Creonte: la legge come garanzia di ordine e stabilità simbolica

Creonte, al contrario, rappresenta l’ordine simbolico, il principio di legge e giustizia che regge la struttura sociale. La sua posizione è quella di chi impone la norma per mantenere l’ordine, ma, nella sua rigidità, non è in grado di comprendere la necessità e la legittimità del desiderio di Antigone. La sua legge non accetta alcuna eccezione, e la sua posizione etica si basa sulla convinzione che solo il rispetto assoluto delle leggi garantisca la stabilità della polis.

Lacan, tuttavia, sottolinea un punto cruciale: la legge di Creonte è altrettanto problematica della disobbedienza di Antigone. Se il gesto di Antigone rappresenta una negazione della legge, la legge di Creonte stessa è irrazionale nel suo tentativo di esercitare un controllo assoluto. Questo è il paradosso di Creonte: pur sostenendo di agire in nome della giustizia, la sua legge non è capace di accogliere le necessità del desiderio e finisce per diventare un’istanza repressiva, disumanizzante. Creonte è un simbolo di quella che Lacan chiamerebbe "legge fantasmaticamente incarnata", incapace di cogliere la dimensione del desiderio come elemento costitutivo del soggetto.

Il paradosso del desiderio e della legge

L’incontro tra Antigone e Creonte evidenzia il paradosso centrale della proposta lacaniana: la tensione tra il desiderio e la legge, tra il Reale e il simbolico. Antigone, nella sua fedeltà al proprio desiderio, rifiuta qualsiasi mediazione simbolica, ponendosi al di fuori dell’ordine sociale. Tuttavia, il suo atto non è senza conseguenze. La sua morte non rappresenta una vittoria del desiderio sull’autorità, ma l'espressione tragica di un desiderio che non può essere integrato nel simbolico.

Creonte, dal canto suo, rappresenta una posizione etica che, pur essendo fondata sulla legge, non è in grado di comprendere la portata del desiderio, né di farvi fronte senza distruggere ciò che tenta di proteggere. La sua legge, pur basata su principi di ordine e giustizia, si rivela incapace di riconoscere l’irriducibile complessità del desiderio umano.

Il Reale e l’incontro tragico: la fine dell’etica del desiderio?

Lacan, nel Seminario VII, invita a riflettere sulla natura dell’etica, intesa come fedeltà al desiderio. Tuttavia, l’esempio di Antigone suggerisce che questa fedeltà, pur essendo un atto radicale di autenticità, non possa facilmente essere integrata nel simbolico. L’etica del desiderio si scontra inevitabilmente con il Reale, con ciò che non può essere simbolizzato, e questo incontro, come nel caso di Antigone, è tragico.

La morte di Antigone non è il punto di arrivo di un trionfo etico, ma l’espressione di una verità che sfida ogni mediazione. In questo senso, Lacan non propone un’etica che si limiti a glorificare la fedeltà al desiderio come valore assoluto, ma piuttosto ci mette di fronte alla necessità di una dialettica tra il desiderio e la legge, tra il Reale e il simbolico. Se da un lato il desiderio è ciò che definisce l’individualità del soggetto, dall’altro lato la legge è necessaria per l’organizzazione sociale e per il riconoscimento reciproco.

Conclusioni: il paradosso dell’etica di Antigone e Creonte

La tragedia di Antigone e Creonte, letta attraverso la lente del pensiero lacaniano, ci offre un’immagine della tensione etica che attraversa la psiche e la società. Entrambi i personaggi incarnano delle posizioni estreme, ma la loro opposizione non è solo un contrasto tra due valori morali; è una rappresentazione della difficile conciliazione tra il desiderio individuale e l’ordine simbolico, tra il Reale e il simbolico.

L’etica proposta da Lacan, infatti, non è quella di un’adesione cieca alla legge o a una visione puramente soggettiva del desiderio. È, piuttosto, una costante mediazione tra questi due estremi, che trova la sua realizzazione non nella soluzione del conflitto, ma nel riconoscimento della sua necessità e della sua tragicità. L’incontro di Antigone con Creonte non può che terminare nella tragedia, proprio perché ogni posizione porta con sé una sua verità, ma anche un’impasse.

Bibliografia

        •Kantzas,  Panayotis, La città senza          
         Antigone e senza Creonte, Unifi, Facoltà di           Scienze Politiche 2012-2019
        •Lacan, Jacques. Le séminaire, Livre VII:                 L’éthique de la psychanalyse. Seuil, 1986
        •Zupančič, Alenka. The Ethics of the Real:               Antigone's Dilemma. 2014.
        •Miller, Jacques-Alain. L'Orientation                                 Lacanienne, 2000.
        •Roudinesco, Élisabeth. Jacques Lacan: Una            biografia. Einaudi, 2002.

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